I siti e-commerce falsi sono progettati per sembrare reali. Hanno cataloghi di prodotti, carrelli della spesa funzionanti, pagine di checkout con loghi di circuiti di pagamento e persino sezioni dedicate ai resi e alla garanzia. Eppure dietro quella facciata non c'è nessun magazzino, nessun prodotto e nessuna intenzione di consegnare alcunché. Imparare a riconoscere i segnali prima di pagare è l'unico modo per difendersi.
Il certificato SSL non basta
Molti consumatori credono ancora che il lucchetto verde nella barra degli indirizzi sia sinonimo di sicurezza. In realtà il certificato SSL garantisce solo che la connessione tra il vostro browser e il server è cifrata, non che il sito sia legittimo. I certificati di tipo DV (Domain Validation) sono gratuiti e ottenibili da chiunque in pochi minuti tramite servizi come Let's Encrypt. Un truffatore può avere il lucchetto esattamente come Amazon. Quello che cambia è il tipo di certificato: quelli OV (Organization Validation) e soprattutto EV (Extended Validation) richiedono verifiche sull'identità dell'azienda. ShopSicuro rileva automaticamente il tipo di certificato e lo include nella valutazione.
Le pagine legali: obbligatorie per legge
Il Codice del Consumo italiano impone ai siti e-commerce una serie di obblighi informativi: condizioni generali di vendita, informativa sulla privacy, politica di recesso, politica di reso, modalità di pagamento e costi di spedizione. Un sito che non ha queste pagine, o le ha copiate palesemente da un altro sito con nomi e indirizzi generici, sta violando la legge e probabilmente non ha intenzione di rispettare alcun obbligo verso i clienti.
Il WHOIS e l'età del dominio
Il database WHOIS contiene informazioni sulla registrazione di un dominio: quando è stato creato, chi lo ha registrato e con quale provider. Un e-commerce che dichiara di operare da anni ma ha un dominio registrato il mese scorso mente. Allo stesso modo, un dominio con i dati del proprietario nascosti dietro un servizio di privacy non è necessariamente truffa, ma è un ulteriore elemento da valutare nel contesto complessivo.
I metodi di pagamento come indicatore
Osservate con attenzione come il sito vi chiede di pagare. La presenza di PayPal è un buon segnale perché offre protezione all'acquirente con possibilità di rimborso in caso di mancata consegna. Il pagamento con carta di credito tramite Visa o Mastercard permette la procedura di chargeback. Al contrario, il bonifico bancario anticipato, la ricarica su carta prepagata e le criptovalute non offrono alcuna protezione: una volta trasferito il denaro, è praticamente irrecuperabile.
Le recensioni: non fidatevi ciecamente
Le recensioni su un sito sono facilmente falsificabili. Cercate piuttosto il nome del sito su Google aggiungendo parole come "truffa", "opinioni" o "problemi". Controllate se il sito è presente su piattaforme indipendenti come Trustpilot. E soprattutto, usate strumenti di verifica automatizzata come ShopSicuro che analizzano il sito dal punto di vista tecnico, dove le recensioni false non possono mascherare la realtà.