Ogni anno migliaia di automobilisti italiani cadono nella trappola delle assicurazioni false. Il meccanismo è sempre lo stesso: un sito dall'aspetto professionale propone polizze RC auto a prezzi nettamente inferiori al mercato, l'utente paga tramite bonifico o carta prepagata, riceve un documento che sembra una polizza regolare e scopre che la copertura non esiste solo quando ha un sinistro o viene fermato dalle forze dell'ordine.
L'IVASS pubblica regolarmente comunicati stampa con l'elenco dei nuovi siti irregolari scoperti e ne ordina l'oscuramento. Solo nel 2025 sono stati segnalati oltre 60 nuovi siti fraudolenti. Ma la velocità con cui vengono creati nuovi domini rende difficile per il consumatore tenersi aggiornato.
ShopSicuro incrocia il dominio inserito dall'utente con tre database ufficiali IVASS, aggiornati periodicamente.
L'elenco ufficiale di tutte le compagnie assicurative autorizzate a operare in Italia, con codice identificativo IVASS e sito web dichiarato. Se il dominio corrisponde a una compagnia vigilata, il risultato è verde: il sito è legittimo.
Il Registro Unico degli Intermediari assicurativi raccoglie tutti i soggetti autorizzati a vendere prodotti assicurativi in Italia: agenti, broker, banche e altri intermediari. Ogni intermediario deve dichiarare il proprio sito web all'IVASS. Se il dominio corrisponde a un intermediario registrato, il risultato è positivo.
L'elenco dei siti web per i quali l'IVASS ha ordinato l'oscuramento perché vendevano polizze false senza alcuna autorizzazione. Se il dominio compare in questa lista, il risultato è rosso: il sito è stato ufficialmente segnalato come fraudolento dall'Autorità di vigilanza.
Anche quando un sito non compare nelle liste IVASS (potrebbe essere troppo recente per essere stato segnalato), ci sono elementi che dovrebbero far scattare l'allarme.
Prezzo troppo basso. Se il preventivo è inferiore del 40-50% rispetto alle migliori offerte di compagnie note, è quasi certamente una truffa. I margini del settore assicurativo non consentono sconti di questa entità.
Pagamento su carta prepagata o PostePay. Nessuna compagnia assicurativa autorizzata chiede il pagamento del premio su una carta prepagata intestata a una persona fisica. È il metodo preferito dai truffatori perché non tracciabile e non reversibile.
Contatti solo via WhatsApp o cellulare. Le compagnie e gli intermediari autorizzati hanno una sede fisica, un numero fisso, un indirizzo PEC e una casella email sul proprio dominio. L'assenza di questi riferimenti è un segnale critico.
Assenza del numero RUI. Ogni intermediario assicurativo è obbligato per legge a indicare sul proprio sito il numero di iscrizione al Registro Unico degli Intermediari. Se manca, l'intermediario non è autorizzato.
Dominio sospetto. I truffatori usano spesso domini che imitano quelli di compagnie note, con piccole variazioni ortografiche (una lettera in più, un trattino, un'estensione diversa). Controlla sempre con attenzione l'URL nella barra del browser.
Polizza temporanea a prezzo fisso. Le polizze temporanee (pochi giorni o settimane) vendute a prezzo fisso irrisorio sono uno dei formati preferiti dai siti fraudolenti, soprattutto per le coperture RC auto.
Se sospetti di aver acquistato una polizza falsa, agisci immediatamente. Contatta la tua banca per tentare il blocco del pagamento o la procedura di chargeback (se hai pagato con carta di credito). Verifica la validità della polizza sul portale dell'ANIA o contatta direttamente la compagnia che risulta sull'attestato. Sporgi denuncia alla Polizia Postale e segnala il sito all'IVASS.
Il nostro team di assistenza può aiutarti gratuitamente nella gestione della pratica.